“Trentadue pillole e diciassette racconti” è l’ultima fatica letteraria di Paolo May, un delizioso guazzabuglio di storie, pensieri e preghiere, tutte inaugurate dall’inizio più sincero che si possa immaginare:
“Boh, non lo so. Dipende”
Con lo spirito libero e imprevedibile che caratterizza anche le sue opere d’arte, Paolo mescola ironia, quotidianità e immaginazione in una raccolta che diverte, sorprende e invita alla riflessione.
E non è l’unico libro che ha scritto. Prima di questo, ha pubblicato titoli come “Dal Tanganica al Titicaca” (2021), un viaggio tra ricordi e terre lontane; “Amore e terra. Racconti fantastici” (1996), raccolta che intreccia sogno e realtà; “Terra e amore. Manuale di ceramica” (1996), che riflette la sua esperienza artistica; e “Nuvole di fantasia. Dalla scrittura al fumetto” (2005), un ponte creativo tra parola e disegno.
Una produzione eterogenea, proprio come la sua anima di scultore, viaggiatore e narratore, capace di spaziare dall’arte alla letteratura con la stessa intensità.